Lo Strolghino di Culatello: curiosità e preparazione di questa prelibatezza

Lo Strolghino di Culatello: curiosità e preparazione di questa prelibatezza

Dopo averti parlato del Culatello di Zibello ti raccontiamo qualche curiosità in merito al delizioso Strolghino di Culatello.

L’abbinamento formaggi stagionati e salumi è un vero e proprio must della tradizione italianaIn Emilia Romagna, dove si trova il Caseificio La Madonnina, è un abbinamento molto sentito. Ci troviamo nella terra del Re dei formaggi, il Parmigiano Reggiano DOP, ma anche la terra di:

  • Prosciutto Crudo di Parma
  • Culatello di Zibello
  • Spalla cotta
  • Strolghino

Lo Strolghino: caratteristiche

Come viene prodotto lo Strolghino di Culatello

In pochi conoscono lo Strolghino. Simile ad un salame, è in realtà molto di più. Per descriverlo in poche parole, si potrebbe dire: “Lo Strolghino è il salame fatto con gli scarti del Culatello”.

Per dare al Culatello la tradizionale forma a pera è necessario rifilare il pezzo di coscia suina con un coltello affilato, questo è il lavoro svolto dal norcino esperto. Strolghino di Culatello - Caseificio La Madonnina

Dalla pregiata carne che avanza si ottengono poi piccole porzioni di carne, di massa sia grassa che magra. Queste ultime vengono sminuzzate e insaccate: ecco che appare lo Strolghino di Culatello. 

Lo Strolghino si ottiene quindi dalla rifilatura della parte magra del Culatello di Zibello.

Si tratta di un prodotto di nicchia che, a causa delle dimensioni ridotte e della composizione magra, ha una stagionatura molto breve (parliamo di circa 20 giorni), un diametro di circa 3 centimetri e un peso compreso tra 0,5 kg e 1,00 kgLo Strolghino viene infine insaccato nella budellina suina ed è caratterizzato da una macinatura fine.

Strolghino: da dove prende il nome

Perché si chiama strolghino

Il nome proviene dalla parola dialettale strolga che significa indovina, proprio perché lo Strolghino veniva utilizzato per prevedere l’andamento della stagionatura dei salami di pezzatura maggiore. È credenza diffusa che il diminutivo “ino” sia nato per identificare l’indovino che aiutava nella fase di produzione. 

Come assaporare lo Strolghino

Consigli per un antipasto fantastico

Lo Strolghino si presenta magro e dal sapore delicato e dolce. Va mangiato tenero, per apprezzarne i profumi e favorire la rimozione della pelle esterna.

Il consiglio della nonna raccomanda di avvolgere lo Strolghino con un panno bagnato col vino bianco misto ad acqua per qualche minuto. Così facendo la pelle esterna riesce ad assorbire i liquidi, staccandosi naturalmente dalla carne stagionata.

Tradizionalmente lo si taglia in fette diagonali molto spesse, come un comune salame e lo si accompagna a pane fragrante o torta fritta come antipasto.

Quando farai il tuo prossimo antipasto?

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Articolo curato dal nostro Ufficio Stampa

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