Parmigiano Reggiano: un bene da preservare in ogni sua forma

Parmigiano Reggiano: un bene da preservare in ogni sua forma

Noi del Caseificio La Madonnina ci dedichiamo ogni giorno al Parmigiano Reggiano, parte del patrimonio gastronomico italiano, da più di 50 anni. La nostra squadra è innamorata del Re dei formaggi, e lo promuove costantemente al nuovo pubblico aprendo le porte durante Caseifici Aperti, durante cui è possibile assistere all’apertura di una forma di Parmigiano Reggiano e con la possibilità di organizzare visite guidate al Caseificio. Il Parmigiano Reggiano è unico, ma non è uno solo: ecco qualche informazione che potrebbe esserti utile per acquistare con più consapevolezza.

Ci sono più tipi di Parmigiano Reggiano

Ecco alcune informazioni utili

Esistono diversi tipi di prodotto in base alle caratteristiche riscontrate durante il controllo di qualità: la selezione è rigorosa e permette solo a forme perfette di poter riportare il nome di Parmigiano Reggiano. Ecco i marchi d’origine, apposti alla nascita del formaggio:

Fascera marchiante

I segni impressi con la fascera marchiante consistono di tanti puntini che compongono la scritta “PARMIGIANO-REGGIANO”,  il numero di matricola del caseificio, il mese e l’anno di produzione, la scritta “D.O.P.” (che significa Denominazione Origine Protetta), la scritta “CONSORZIO TUTELA”.

Placca di caseina

La placca di caseina viene applicata sulla superficie, e riporta l’anno di produzione, la scritta “C.F.P.R.” (che significa Consorzio Formaggio Parmigiano Reggiano), ed un codice alfanumerico che identifica in modo univoco ogni singola forma.

Parmigiano Reggiano

Con la riproduzione del marchio “PARMIGIANO-REGGIANO” si identifica quel formaggio che, in sede di esame di selezione per la conformità alla D.O.P., è stato riconosciuto di prima categoria (scelto-zero-uno). Su queste forme vi sono i contrassegni di origine (scritta a puntini) e il marchio ovale impresso a fuoco.

Prima stagionatura

Con questo nome viene identificato quel Parmigiano Reggiano che presenta difetti di lieve o media entità nella struttura della pasta e/o sulla crosta, ma senza alterazioni delle caratteristiche organolettiche tipiche del prodotto. Al marchio ovale a fuoco viene aggiunto sulla crosta, lungo tutto lo scalzo, uno speciale contrassegno costituito da solchi paralleli posti sulla scritta a puntini.

Formaggio da tavola

Con questo nome viene definito quel Parmigiano Reggiano che presenta difetti di più ampia entità nella struttura della pasta e/o sulla crosta, ma senza alterazioni delle caratteristiche organolettiche tipiche del prodotto.

La forma viene sbiancata sulla crosta lungo tutto lo scalzo, in modo che non si possa più leggere la scritta Parmigiano Reggiano, questo formaggio non potrà più essere denominato Parmigiano Reggiano e dovrà essere consumato come formaggio da pasto.

Solo il formaggio prodotto secondo le regole raccolte nel Disciplinare di produzione può fregiarsi del marchio Parmigiano-Reggiano, e quindi deve riportare sulla forma i contrassegni nella loro integrità atti a identificare e distinguere il prodotto.

L’evoluzione del Parmigiano Reggiano

I cambiamenti che ci sono stati nel tempo

Il 27 luglio 1934 si adottò il marchio ovale per le forme idonee recante l’annata e la scritta “C.G.T. Parmigiano Reggiano”. Nel 1954 il primo Consorzio originario si trasformò nell’attuale Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano.

Questo delizioso prodotto, prima di essere consumato come si deve, va fatto stagionare per bene e con cura per 12, 24, 36… 38 mesi! Ebbene sì: il 38 mesi è caratterizzato da una stagionatura che conferisce alla forma una consistenza più friabile e granulosa, ed è caratterizzato da un aroma più intenso che si percepisce gustandolo a scaglie con dell’aceto balsamico oppure miele.

Una caratteristica non da poco è la sua alta digeribilità, ma soprattutto la sua indicazione per intolleranti al lattosio, insomma, una delizia per chiunque! Approfondisci i nostri articoli sulla marchiatura e sulle tecniche per riconoscere il vero Parmigiano Reggiano.Caseficio-La-Madonnina-Seguici-Su-Facebook

Articolo curato dal nostro Ufficio Stampa

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