Parmigiano Reggiano o Grana Padano? Scopri le differenze!

Parmigiano Reggiano o Grana Padano: leggi e poi… la scelta falla tu!

Quando si parla di formaggi italiani, Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono due nomi che vengono immediatamente alla mente. Entrambi sono estremamente apprezzati sia in Italia che all’estero, ma nonostante le somiglianze, presentano differenze sostanziali.

In questo articolo esploreremo in dettaglio le caratteristiche uniche di ciascuno: sebbene entrambi i formaggi vantino qualità eccezionali e una lunga storia di produzione artigianale, possiamo affermare senza falsa modestia che il Parmigiano Reggiano emerge per la sua unicità e le sue caratteristiche distintive.

Analizzeremo ad esempio le differenti tecniche di produzione, il territorio di origine, e i profili aromatici, mettendo in luce ciò che rende il Parmigiano Reggiano un’icona inimitabile nel panorama gastronomico mondiale.

 

Parmigiano Reggiano o Grana Padano

 

Zone di produzione

La zona di produzione del Parmigiano Reggiano è molto ristretta, comprendendo le province di:

  • Parma, Reggio Emilia, Modena
  • parte della provincia di Mantova (sulla riva destra del Po)
  • una porzione della provincia di Bologna (sulla riva sinistra del Reno).

Al contrario, il Grana Padano viene prodotto in un’area molto più ampia (33 province tra Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna e Trentino Alto Adige).

 

Additivi consentiti

Un’altra differenza significativa tra Parmigiano Reggiano e Grana Padano riguarda l’utilizzo di additivi nel processo produttivo.

Il disciplinare rigoroso del Parmigiano Reggiano non permette l’uso di nessun tipo di additivo, nemmeno quelli di origine naturale, garantendo così un prodotto puro e autentico, perfetto in tutte le diete.

Invece nel Grana Padano è consentito l’uso del lisozima, una proteina estratta dall’albume delle uova di gallina, utilizzata per prevenire fermentazioni indesiderate. Questo dettaglio sottolinea l’approccio differente dei due formaggi in termini di produzione e controllo di qualità.

 

Alimentazione delle bovine

Un aspetto fondamentale che distingue il Parmigiano Reggiano dal Grana Padano è l’alimentazione del bestiame.

Per la produzione del Parmigiano Reggiano, le bovine vengono alimentate esclusivamente con fieni ed erba, tra cui erba medica e prato stabile, assicurando che la loro dieta sia priva di foraggi insilati o fermentati. Questo approccio rigoroso contribuisce a mantenere la purezza e la qualità del prodotto finale.

Dall’altra parte, per il Grana Padano è permesso l’uso di foraggi insilati nella dieta delle bovine, un elemento che sottolinea una differenza sostanziale nelle pratiche di allevamento e produzione tra i due formaggi.

 

 

Utilizzo del siero innesto

Una distinzione cruciale tra Parmigiano Reggiano e Grana Padano riguarda l’uso del siero innesto nel processo produttivo.

  • Parmigiano Reggiano: nei caseifici del Parmigiano Reggiano si impiega solo il siero innesto naturale, che agisce come “starter batterico”, garantendo un processo microbiologico genuino e tradizionale.
  • Grana Padano: al contrario, per la produzione del Grana Padano, oltre al siero innesto naturale, è permesso l’utilizzo di batteri lattici isolati in laboratorio fino a 12 volte all’anno, offrendo una maggiore flessibilità nel controllo del processo produttivo.

Questa differenza sottolinea l’approccio tradizionale e naturale del Parmigiano Reggiano rispetto al metodo più “modernizzato” del Grana Padano.

Stagionatura e tempi di consumo

Una delle variabili chiave che differenziano Parmigiano Reggiano e Grana Padano è poi la durata della stagionatura.

Il Parmigiano Reggiano presenta una stagionatura minima di 12 mesi, ma può continuare ad affinare senza limiti, spesso superando i 24 mesi e arrivando fino ai 30 mesi o più, arrivando a stupire i consumatori con sfumature sempre nuove e inaspettate.

Il Grana Padano, invece, viene stagionato e marchiato già a partire da 9 mesi, e la maggior parte dei consumatori lo preferisce intorno ai 15 mesi di età.

 

Marchiatura e controllo forme

Un ulteriore aspetto distintivo tra i due formaggi è il controllo di qualità rigoroso che ciascuno deve superare.

Nel caso del Parmigiano Reggiano, il Consorzio effettua una selezione severa su tutte le forme a 12 mesi dall’inizio della stagionatura, garantendo un controllo della qualità al 100%. Questa ispezione accurata assicura che ogni forma che raggiunge il mercato soddisfi gli alti standard richiesti.

Al contrario, per il Grana Padano, la selezione avviene a 9 mesi, ma solo su una porzione delle forme prodotte. Questo metodo differente di controllo della qualità evidenzia un approccio più selettivo e scrupoloso del Parmigiano Reggiano rispetto a questo, più segmentato.

 

Parmigiano Reggiano o Grana Padano? Caseifici produttori e dati complessivi

Ricordiamo infine che la produzione di Parmigiano Reggiano e Grana Padano avviene in un contesto produttivo diversificato e distribuito.

Di seguito alcuni dati, ripresi dall’autorevole fonte del Consorzio del Parmigiano Reggiano, che sottolineano come la produzione del Grana Padano avvenga in un numero inferiore di caseifici rispetto al Parmigiano Reggiano, ma con una quantità maggiore di forme prodotte, evidenziando differenze significative nella scala produttiva e nell’organizzazione delle rispettive filiere casearie.

  • Parmigiano Reggiano:
  • Numero di caseifici: 321
  • Produzione annua: oltre 3,75 milioni di forme
  • Grana Padano:
  • Numero di caseifici: 128
  • Produzione annua: oltre 5,16 milioni di forme

 

 

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